L’altro giorno ho ricevuto una telefonata da una mia cliente alle 22 di sera.

Non che questo sia un problema, anzi, per me è normale e sono io stessa a dire alle mie spose di chiamarmi per ogni bisogno.

Sono solo rimasta stupita perché con questa ragazza ho appena iniziato ad organizzare il matrimonio. Si sposerà a metà dell’anno prossimo, quindi per adesso le comunicazioni sono serene e tranquille e ogni decisione viene presa senza fretta né ansie.

In ogni caso rispondo al telefono –potrebbe anche solo aver sbagliato numero- e sento la futura sposa in lacrime.

Tra un singhiozzo e l’altro, mi racconta che è appena tornata dalla cena a casa dei suoceri, a cui ha partecipato anche la nonna del fidanzato.

Erano tutti riuniti a tavola, stavano chiacchierando del più o del meno quando si è iniziato a parlare del matrimonio.

La coppia è fresca di proposta, hanno fissato la data ma il resto dei preparativi è ancora in fase embrionale e si sta decidendo proprio in questi giorni la location, visto che la coppia si sposerà con rito civile, seguito da una cerimonia simbolica romantica all’aperto.

Tra il racconto del sopralluogo all’ultima villa e le indicazioni sul caldo che potrebbe fare in quel periodo, appena nominato che si sposeranno con un matrimonio simbolico, la nonna dello sposo cambia espressione e, piccata, risponde che lei verrà solo al ricevimento.

Matrimonio simbolico, quando la nonna si ribella

La mia sposa e il futuro marito si sono guardati un po’ scioccati: sapevano della forte fede cattolica della anziana signora, immaginavano le sue ritrosie a riguardo ma non si aspettavano un rifiuto così categorico.

È dunque intervenuta la mamma per cercare di mitigare gli animi, spiegando che la cerimonia sarebbe stata particolare e speciale.

La coppia infatti mi aveva inizialmente contattata per scrivergli la cerimonia: volevano un ricordo meraviglioso di quel giorno ed erano esaltati dall’idea di poterla personalizzare completamente da zero.

Durante la chiacchierata preliminare, per rispondere ai dubbi sul matrimonio troppo tradizionale, avevo fatto sapere ai ragazzi che sarebbe stato possibile pensare le nozze come una grande festa.

La sposa, che odia i pranzi lunghi e formali e che ha sempre sofferto i ricevimenti molto “classici” delle amiche che si sono sposate prima di lei, sapendo di poter contravvenire alle regole si è molto rilassata e ha iniziato i preparativi con uno spirito completamente nuovo.

Finora aveva visto “che tutti fanno così” ed era sinceramente convinta che questa fosse la regola.

Proprio mentre stava raccontando, con la speranza di condividere la sua emozione con i parenti stessi, ecco che la nonna del fidanzato blocca tutto e inizia a discutere su ogni scelta, a partire dalla cerimonia.

Purtroppo, questa cosa capita più spesso di quello che si crede.

A mettere i bastoni tra le ruote, a far cambiare idea alle spose che, come te, stanno valutando matrimoni speciali e non convenzionali, sono proprio le persone più vicine alla coppia.

Nonne, zie, ma spesso le mamme stesse guardano in malo modo ogni novità.

Non solo non provano nemmeno a capire questo matrimonio simbolico, che liquidano tutto con un semplice “ma lo fate per finta” fino al classico“si è sempre fatto così” o, peggio ancora, “tua sorella/tua cugina/tuo fratello/altra persona a caso ha fatto così perché si fa così”.

La ragazza del post, inoltre, ha scelto un matrimonio simbolico e un rito civile perché lui è già stato sposato in chiesa, quindi la nonna non si è nemmeno troppo preoccupata della sensibilità della coppia.

In realtà, questa tendenza ad aver quasi paura della diversità è insita nel genere umano.

La paura della diversità mina i preparativi

Ma è anche vero che ormai il matrimonio è cambiato e, dopo lunga esperienza, ho proprio visto e vissuto l’arrivo delle novità che, a piccoli passi, hanno trasformato una giornata lunga e noiosa in una vera e propria festa.

Esattamente come il rito civile è sempre più una scelta ponderata e desiderata da tantissime coppie che non sentono nel rito cristiano la piena realizzazione delle loro promesse di matrimonio e non più la semplice alternativa perché “in chiesa non si può”.

Ho rasserenato la mia sposa facendole notare come, al contrario, a parte la  nonna, tutti intorno a lei sono felice di poter partecipare ad un matrimonio realmente personalizzato, dove gli stessi invitati saranno incuriositi da quello che sta preparando.

La nonna non sarà né la prima né l’unica che farà muro, che si opporrà davanti a scelte diverse rispetto a quelle a cui è abituata perché “si fa così”.

Tu non dimenticare che qualcuno che ha dato inizio a tutto c’è sempre e potrai dire di essere stata tu la prima a rompere tradizioni che non ti appartengono.

Forse in questo momento ti senti anche sola, perché chi si sta sposando sta seguendo le tradizioni. Eppure le senti sbuffare, le senti cedere su alcuni aspetti perché “qualcuno ci tiene” oppure “perché mi hanno detto che si fa così”.

Non sei sola, anzi tutto il contrario

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