Prima che ti inizi a parlare del matrimonio vegano e che ti suggerisca delle strategie per conquistare i tuoi ospiti ed evitare critiche e delusioni, devo dirti una cosa. Io non sono vegana. Anzi, sono decisamente carnivora, se proprio devo essere sincera. Ciò nonostante, sono assolutamente dalla tua parte se desideri che il banchetto del tuo matrimonio sia vegano.

La mia idea è che il tuo matrimonio deve parlare di te, esprimere il tuo stile e i tuoi valori. E se questa scelta alimentare per te è importante, dovresti avere la libertà di seguirla durante il tuo matrimonio.

Non approvo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo (Evelyn Beatrice Hall… no, non era Voltaire)

Quindi hai due possibilità. Puoi chiudere questo blog immediatamente e restare nella tua convinzione che chi mangia cadaveri non sia in grado di aiutarti, a prescindere. Oppure puoi continuare a leggere e prendere in considerazione l’idea che una persona che segue un’alimentazione diversa dalla tua possa darti un utile punto di vista per rendere meraviglioso il tuo matrimonio anche per i tuoi invitati. Che con ogni probabilità sono onnivori.

Lo so, lo so. Non è una questione di alimentazione. Per te è una questione di etica, ecc ecc. Se preferisci puoi pensare che io non sia abbastanza intelligente o abbastanza evoluta da diventare vegana. Oppure che non mi renda conto delle sofferenze degli animali perché sono troppo ignorante. Non mi offendo, una delle mie migliori amiche è vegana e la pensa esattamente come te.

Detto questo, troverai di seguito dei consigli strategici per conquistare i tuoi ospiti non vegani. A te la scelta 😉

Procediamo? Bene!

Matrimonio vegano: cortesie per gli ospiti

La prima cosa che devi capire, per quanto sia difficile per te, è che non sono i cibi vegani il problema. Molti dei tuoi ospiti onnivori sono allergici all’IDEA del cibo vegano, non al cibo in sé. Alcuni dei piatti più buoni della grande tradizione gastronomica italiana sono vegani.

Quindi è assolutamente possibile creare un banchetto che farà loro leccare i baffi. È anche un’occasione per fargli provare dei cibi che non avevano preso in considerazione. Questo non li renderà vegani, ma aprirà un nuovo mondo di possibilità per tutte le occasioni conviviali della tua futura famiglia. Non avranno più paura di venire a mangiare da te, e non dovrete più litigare in occasione delle festività.

Inoltre metterai fine una volta per tutte alle domande stupide del tipo: “ma allora mangi solo verdure?” oppure l’intramontabile “da dove le prendi le proteine?” che ti fa venire il sangue agli occhi. Per avere successo in questa impresa devi seguire queste 3 importanti regole.

Regola n.1: parti dai cibi “normali”

Io amo la cucina vegana, ma non capisco perché l’ingrediente base debba essere la stranezza. Piuttosto che la quinoa o l’avena opta per pasta o riso. Scegli qualcosa che i tuoi invitati possono immaginare, che hanno già mangiato e senza porsi troppi problemi.

Una pasta con verdure, un risotto con i funghi, delle lasagne alla norma… sono tutti cibi che si possono creare con ingredienti esclusivamente vegan (dai, non devo insegnarti io quali sono le alternative vegane a uova e formaggi!). Per i tuoi invitati hanno il buon sapore della normalità. Un bravo chef saprà dare quel tocco in più per renderli adatti ad un menu elegante, senza farli diventare incomprensibili e inutilmente stravaganti.

Regola n.2: glissa sugli ingredienti vegan

La diretta conseguenza del punto precedente è che non devi cadere nell’autocompiacimento nel descrivere sul menu gli ingredienti alternativi. Per restare nell’esempio “risotto con i funghi al burro di soia mantecato con mozzarella di riso” fa rizzare i capelli all’invitato onnivoro che lo trova scritto sul menu.

Che motivo c’è di specificarlo? Chiamalo “risotto con i funghi” e basta! Il sottolineare gli ingredienti alternativi è per te un traguardo, perché hai scoperto come sostituire i cibi a base di proteine e grassi animali. Per tutti gli altri è un inutile stress che rende più difficile apprezzare il piatto.

Ora, io non ho idea se sia fattibile creare una ricetta simile. Magari sì, e magari è buonissimo. Non lo metto in dubbio. Ma ai tuoi invitati è meglio dirlo DOPO.

Intendo proprio dopo. Dopo il matrimonio, quando ti verranno a dire che non hanno mai mangiato un risotto con i funghi così buono e potrai toglierti la soddisfazione di sciorinare gli ingredienti. E magari potrai anche fare un sorrisetto soddisfatto.

Regola n.3: non copiare i nomi dei cibi tradizionali

Non c’è niente di peggio per un onnivoro che leggere cose come “carbonara vegan” o “bistecca di grano”. Questo vezzo dei vegani di creare le alternative ai piatti onnivori non viene ben visto. Possiamo discutere per giorni interi sull’argomento. I pensieri che un non vegano ha in mente quando sente queste cose sono i seguenti, che ti piaccia o no:

“Allora vedi che ti manca la carbonara? Perché non la smetti con questa fesseria del veganesimo?”

“Frittata vegan… chissà quali schifezze ci sono dentro”

Ripeto, ne possiamo parlare fino a perdere la voce, ma la situazione non cambia. Questo non è un buon modo di fargli apprezzare la cucina vegana. Trova un nome alternativo, creativo, appetitoso.

Non dimenticare

Sei ancora qui nonostante tutte le cose “scomode” che ho scritto sul matrimonio vegano? Bene, sono contenta che tu abbia letto i miei consigli. Non c’è niente di meglio dell’aiuto di qualcuno appartenente allo “schieramento nemico” per vincere una guerra.

In conclusione non dimenticare di creare una struttura solida per il tuo banchetto. Anche se a casa sei abituata a pic nic a base di hummus e cialde di riso, aiuterai i tuoi invitati a sentirsi a loro agio se terrai in considerazione le loro aspettative.

Non si può sempre stravolgere tutto, quindi il tuo matrimonio vegano sarà molto più apprezzato se le portate saranno riconoscibili. Aperitivi, antipasti, primi, secondi, dolci… un pizzico di tradizione in questo caso non fa male. Vedrai che se si sentiranno sicuri e coccolati, i tuoi invitati saranno bendisposti ad aprire la loro mente e ad avvicinarsi di più al tuo mondo.

Ovviamente per un matrimonio vegano il cibo non è il solo aspetto importante. Che dire per esempio dei materiali di abiti e accessori? Le problematiche sono molte, trovare i giusti fornitori non è facile, comunicare con garbo ed efficacia la tua scelta è ancora più complesso.

Per questo però puoi contare sul mio aiuto. Se vuoi possiamo parlarne davanti ad una buona cioccolata calda (rigorosamente con latte di soia) e scoprire insieme come posso aiutarti. Intanto scarica il mio listino per avere un’idea dei miei servizi e relativi costi.

A presto!

♥♥♥ Claudia

[la tua amichevole wedding planner di quartiere]