Visto che le tematiche sul lavoro di wedding planner suscitano sempre molto scalpore voglio approfondire ancora un po’ la questione.

Premessa: il mio non è soltanto un desiderio di girare il coltello nella piaga. Sono convinta che il grande polverone che si alza ogni volta che dico qualcosa sulla professione di wedding planner (come nell’articolo su come NON trovare lavoro come wedding planner o in quello intitolato se vuoi guadagnare NON fare la wedding planner) sia dovuto alla scarsa conoscenza di questa attività.

Alla fine molte ragazze si affacciano a questo mondo dopo aver visto (e frainteso) il film con Jennifer Lopez. Quindi tutto nasce da un grande equivoco di base. E non ci sarebbero problemi se non fosse che la vita media di un’agenzia di wedding planner in Italia è di sei mesi. 

Probabilmente tu penserai che, da veterana che ha aperto la sua attività molti anni fa (nel 2009) dovrei essere contenta di vedere la mia concorrenza suicidarsi così. Invece mi dispiace.

Sarò pazza ma io tutta questa concorrenza non la vedo, anzi credo nella collaborazione e sono convinta che c’è lavoro per chiunque sappia lavorare BENE. Altrimenti scusa, se avessi paura della concorrenza che senso avrebbe fare i corsi per wedding planner e i percorsi di mentoring per wedding planner?

Quindi se ti dico queste cose, è perché ti voglio AIUTARE. Poi possiamo anche discutere sul mio modo di farlo, posso esserti simpatica o meno. Ma non devo esserti simpatica per esserti utile. 😉

Quindi, tornando a noi, oggi voglio sfatare uno dei miti sulla professione.

Una brava wedding planner deve essere sposata?

Potresti pensare che, essendo passata anche lei attraverso l’organizzazione del suo matrimonio, la wedding planner sposata possa capirti meglio. Sa cosa significa essere in ansia, avere paura delle critiche e delle intromissioni delle famiglie, essere sotto pressione per le mille scelte da fare.

Sotto un certo punto di vista è vero, io per esempio ho collezionato, durante i preparativi per il mio matrimonio, un po’ di esperienze che mi aiutano a capire gli stati d’animo delle spose.

Ma non farti ingannare.

Sposarti non ti rende una brava wedding planner.

Sarebbe come dire che per essere un bravo oncologo bisogna avere il cancro. Chi l’ha stabilito?

No dico, ti rendi conto dell’assurdità della cosa?

Tante ragazze dopo aver organizzato il loro matrimonio pensano di poter organizzare quello degli altri. Sono gasate dai mille complimenti ricevuti e non considerano due importanti fattori:

1) Gli invitati mentono.

Il fatto di ricevere complimenti non implica che il tuo matrimonio sia riuscito bene. Nessuno degli invitati salutando la sposa dirà mai “che schifezza, questo matrimonio mi ha fatto proprio ca*are!”. No, non lo dirà. Neanche se lo pensa. SOPRATTUTTO se lo pensa. Dirà “Grazie di tutto, è stato bellissimo!”. Si chiama educazione.

2) Che cosa hai dimostrato?

Ma mettiamo il caso che il tuo matrimonio sia riuscito veramente bene. Perfetto. Impeccabile. Meraviglioso. Bene, hai dimostrato di essere in grado di organizzare il TUO matrimonio. È come dire che siccome ti è venuta bene la pasta al forno puoi aprire un ristorante. Non per deluderti, ma non è mica la stessa cosa!

Purtroppo aver organizzato alla perfezione il tuo matrimonio non ti rende una wedding planner. Al massimo ti rende un’appassionata di matrimoni. Se proprio hai studiato come una pazza durante il preparativi potresti definirti una cultrice della materia.

Ma una professionista, eh no. Proprio no.

E non ti far prendere in giro da quelli che dicono che la passione è tutto.

La passione è fondamentale, certo.

Ti farà alzare la mattina alle 5 per scrivere un articolo di blog per aiutare le tue future colleghe (ecco spiegato perché lo sto facendo, deve essere il sonno!). Ti farà rispondere alla telefonata notturna di una sposa che ha bisogno di te. Ti farà reggere ritmi di lavoro che neanche nelle miniere di carbone, senza perdere il sorriso. Ti farà attraversare il mondo, lasciando a casa la tua famiglia, per frequentare un corso di formazione. La passione ti farà fare tante cose.

Ma non ti farà diventare una wedding planner.

Come diventare una brava wedding planner?

La ricetta è semplice. Prendi la passione, aggiungi formazione continua di alto livello, tanta gavetta, una bella manciata di coraggio, una densa strategia imprenditoriale, e soprattutto una dedizione costante e continua. Cuoci ogni giorno, tutto il giorno, per anni.

E poi, quando il piatto della tua professionalità sarà in tavola, lo potrai guarnire con una fettina di empatia, grazie alle esperienze che hai vissuto in prima persona quando ti sei sposata.

Se la passione già ce l’hai e vuoi passare all’ingrediente successivo, sono pronta a darti maggiori informazioni sul mio corso individuale per wedding planner. Un percorso in cui ti prenderò per mano e ti insegnerò veramente cosa significa fare questo mestiere. Ti anticipo che si accede solo dopo aver sostenuto un colloquio e che avere la fede al dito non è un requisito per la selezione.

Contattami per saperne di più.

A presto!

♥♥♥ Claudia

[la tua amichevole wedding planner di quartiere]