Oggi vesto i panni della talent scout, e ti presento Sara Gambarelli, una giovane stilista che realizza abiti e accessori (da sposa e non) deliziosi, freschi, moderni, handmade e sostenibili.

Sono stata molto colpita dal suo lavoro e dal suo stile, quindi l’ho invitata nel mio blog per una chiacchierata virtuale. Ma non perdiamo tempo, lo so che ti brillano gli occhi da quando hai letto “abiti da sposa sostenibili”.

Ecco quindi che te la presento, attraverso le sue risposte alla mia intervista:


Domanda: Com’è nata la tua passione per la moda?

Risposta: Non sono figlia d’arte, in famiglia nessuno fa un lavoro “creativo” o legato all’abbigliamento. A me é sempre piaciuto disegnare: ho iniziato a disegnare prima che a camminare. Disegnavo soprattutto volti e corpi di donna, abiti e abiti da sposa. Sentivo che avevo dentro di me questo forte senso estetico che avevo bisogno di esprimere continuamente, la ricerca del bello, dell’armonia delle forme e dei colori.

E, data la mia natura estremamente pragmatica, non avrei potuto fare nulla di concettuale, come l’artista, la pittrice, ad esempio: ho sempre bisogno di utilità, di concretezza, in quello che faccio; il mio lavoro deve avere uno scopo pratico, altrimenti non mi sento soddisfatta. Ho trovato quindi molto naturale iscrivermi a una Facoltà come Progettazione della Moda, quando ho finito il.liceo.

D: Quali sono le principali difficoltà nel tuo settore al giorno d’oggi?

R: Il problema vero è emergere: sia da designer che aspirano a lavorare in una griffe – come facevo io all’inizio – sia come stilisti indipendenti, la concorrenza è altissima. Se oltre agli stilisti di professione, ci aggiungi anche tutti i vari personaggi e personaggini che mettono su dal nulla il proprio marchio d’abbigliamento, capisci come il campo sia saturo.

Di prodotti sul mercato, poi, ce ne sono in abbondanza, la domanda non copre un’offerta così massiccia. Bisogna fare qualcosa di diverso oppure farlo in modo diverso. É la sfida che io stessa raccolgo ogni giorno, mi chiedo continuamente: “Perché qualcuno dovrebbe scegliere proprio me?” E con questa domanda nella testa che cerco di migliorarmi ogni giorno.

Sara Gambarelli

Un abito da sposa creato da Sara Gambarelli

D: Qual è la filosofia che esprimi con le tue creazioni?

R: Il mio motto è “non sei tu che devi adattarti all’abito, ma è l’abito che si adatta ai tuoi gusti”.

D: Che tipo di donna hai in mente quando crei i tuoi modelli?

R: La mia è una donna che lavora, che ha studiato e si realizza anche professionalmente, oltre che nella coppia e nella famiglia. È una donna pratica, che ha bisogno di abbigliamento pratico, senza troppi fronzoli, ma che cura molto il suo corpo e vuole vedersi bella ed elegante. Non ha una conformazione fisica precisa, anzi ha difetti che vuole nascondere e parti di sé che le piacciono e vuol mettere in risalto. È una donna che ama i dettagli, che non si accontenta, che esce fuori dagli schemi e vuol essere come lei è, a modo suo.

D: Quale credi che sia la direzione in cui la moda si sta evolvendo?

R: La direzione è quella di una qualità più alta, innanzitutto, e poi quella della personalizzazione. Non c’è più uno stile unico di moda, ma una pluralità di stili, si va sempre di più verso l’unicità.

Sara Gambarelli

Un abito da sposa creato da Sara Gambarelli

D: Che significa per te sostenibilità nell’abbigliamento?

R: La sostenibilità è un argomento complesso e non esiste la sostenibilità TOTALE. A volte, ciò che è sostenibile per l’ambiente, può non esserlo per gli esseri umani, e viceversa.

Detto questo, io cerco con la mia piccola realtà di rendere più sostenibile la moda dal punto di vista dell’ambiente, attraverso l’uso di materiali di qualità e di uno stile senza tempo, che non fa scivolare nell’obsolescenza i capi dopo un paio di stagioni, ma tendenzialmente si pone l’ambizioso obbiettivo di durare nel tempo, al punto che immagino una madre che ha acquistato da me che un giorno regalerà a sua figlia i suoi abiti o le sue gonne.

Inoltre un abito personalizzato è più facile che venga indossato a lungo, perché è stato adattato ai gusti della cliente. L’intera mia linea sposa è stata creata nell’ottica del riutilizzo: non abiti che si indossano solo quel giorno, ma completi da indossare separatamente anche nella quotidianità.

Oltre a questo, la sostenibilità è anche umana, perché non c’è nessuna manodopera sfruttata a basso costo: ci sono solo io e qualche collaboratrice con cui lavoro saltuariamente nei periodi di maggior carico di lavoro. Mi appoggio, per i prodotti che non creo io, a laboratori di piccoli artigiani come me, tra l’altro italianissimi, e quindi cerco di sostenere a mia volta il lavoro artigiano di qualità.

D: Che significa per te handmade?

R: Handmade per me é il rapporto stretto tra l’oggetto creato e il suo creatore, che ne conosce tutte le fasi di sviluppo e le segue personalmente, mettendoci dentro il suo amore, la sua energia. É quello che faccio ogni giorno nel mio laboratorio: disegno, provo sulla carta, taglio, assemblo, cucio, rifinisco, cerco la soluzione più adatta alle esigenze della singola cliente.

Handmade é personalizzazione: qualche settimana fa per una cliente che mi aveva ordinato l’abitino di paillettes Renée – il mio capo più venduto – per il suo matrimonio e che lo avrebbe indossato anche dopo, ho pensato a una piccolissima soluzione personalizzata che l’ha resa felicissima: inserire, al posto del nastro nero standard sulla schiena, un doppio nastro, uno bianco e uno nero, in modo tale da tagliare via quello bianco alla fine del matrimonio e indossare l’abitino anche dopo.

Un piccolo dettaglio che fa la differenza perché viene pensato appositamente per te, e che non puoi avere con un abito di produzione industriale.

D: Parliamo di abiti da sposa, quali sono gli elementi che secondo te non possono mancare in un vestito da sposa?

R: Sicuramente l’unico elemento che non può mancare è la personalità.

Sara Gambarelli

Un abito da sposa creato da Sara Gambarelli

D: A chi consiglieresti i tuoi abiti da sposa?

R: A tutte le donne moderne, pratiche, giovanissime o mature che siano, che lavorano e amano la semplicità, che non si perdono dietro ai fronzoli, che escono fuori dagli schemi, che vogliono sposarsi scalze in spiaggia o danzare in campagna con un paio di sneakers, che vorrebbero indossare quell’abito non solo per un giorno, ma  anche successivamente, che fanno attenzione ai dettagli e cercano qualcosa di personale e non standard, che ricercano una storia, più che l’abito in sé.

D: Che suggerimenti daresti a una ragazza che sta cercando il vestito giusto per il suo matrimonio?

R: Di non dare ascolto a nessuno tranne che a se stessa. Di non scegliere in base agli standard solo perché “così si fa” o per soddisfare le aspirazioni della mamma, ma solo in base a ciò che desidera veramente, a come lei è e a come si vorrebbe rivedere lei poi fra dieci o vent’anni, perché quelle foto le sfoglierá poi per molto molto tempo.


Ringrazio di cuore Sara per le sue risposte, così aperte e sincere, che sposano perfettamente la mia filosofia. Basta con le imposizioni di stile. Quel giorno, più che mai, devi essere completamente te stessa.

Ti invito a visitare il suo sito e a curiosare sul suo profilo instagram per scoprire qualcosa di più del suo lavoro. 

Se invece vuoi comunicare con me puoi contattarmi tramite la mia pagina contatti oppure visitare la pagina servizi per scoprire il mio listino e come posso aiutarti con il tuo matrimonio.

A presto!

♥♥♥ Claudia

[la tua amichevole wedding planner di quartiere]